Manifesto
Non sono qui per piacere,
sono qui per cambiare
Sette pilastri. Quattro raccontano chi sono, tre come lavoro. Non sono "valori aziendali" da slide, sono le linee che disegnano cosa accetto e cosa rifiuto, ogni giorno
01
Scelta reciproca
Non lavoro con chiunque mi cerchi. Voi scegliete me, io scelgo voi. Non è arroganza, è la condizione perché funzioni. I CAT con cui non posso lavorare lo capiscono subito in call
02
Accompagnare a vedere
Non spiego, non sentenzio, non vi dico cosa fare. Vi accompagno a vedere quello che era già davanti ai vostri occhi, semplicemente non l'avete mai messo a fuoco
03
Il click
Il momento esatto in cui qualcosa di ovvio diventa visibile. È quello stato che cerco in ogni call, in ogni revisione, in ogni documento strategico. Quando arriva il click, smettete di fare comunicazione a caso
04
Diversa di proposito
Estetica dark, linguaggio diretto, niente fuffa motivazionale. Sono diversa di proposito perché il mercato che servo è grigio, e il grigio si distingue solo dal nero contrasto. Non sono qui per piacere, sono qui per cambiare
05
Conoscere chi prima di cosa
Prima di parlare del prodotto bisogna parlare del titolare, del cliente, della rete. Il chi viene sempre prima del cosa. Saltare questo passaggio è la causa numero uno di siti che non convertono
06
Ricomporre i pezzi
Esiste sempre un divario tra come siete davvero e come apparite. Pirandello lo chiamava maschere, io lo chiamo lavoro del marketing onesto. Ricomporre i pezzi significa allineare i due lati, non costruire una maschera nuova
07
Capire per farsi capire
Le metafore generiche non funzionano. Per ogni CAT cliente costruisco metafore dal suo mondo (caldaie, condomini, manutenzioni, controlli fumi). Solo così il messaggio attraversa, invece di rimbalzare
Non sono qui per piacere, sono qui per cambiare
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