28 settembre 2026
Pagina “Chi siamo” di un centro assistenza: esempi e cosa scrivere
Chi apre il “Chi siamo” di un CAT vuole sapere chi gli entra in casa, se c'è qualcuno che risponde e se lavori nella sua zona. Come scriverlo, con esempi.
Sintesi — La pagina “Chi siamo” di un centro assistenza è una delle più aperte del sito, e quasi sempre racconta la storia dell’azienda invece di rispondere alle domande del cliente. Chi la apre vuole sapere tre cose: chi gli entrerà in casa, se c’è qualcuno che risponde, se lavori nella sua zona. Qui trovi la struttura in cinque blocchi, le frasi da togliere e due esempi prima/dopo.
Apri la pagina “Chi siamo” del tuo sito. Copri il logo e il nome dell’azienda con un dito e rileggila.
Se quel testo potrebbe stare sul sito di un altro CAT della tua provincia senza cambiare una parola, il problema è lì. Nella maggior parte dei “Chi siamo” che leggo trovo l’anno di fondazione, “professionalità e competenza”, l’elenco dei servizi e una foto della sede presa da lontano. Tutto corretto, e nessuna di queste cose aiuta un cliente a scegliere te.
Il cliente che arriva su quella pagina ti sta già valutando. Ha visto il tuo nome su Google o gliel’ha consigliato un vicino, e vuole capire se può fidarsi prima di telefonare.
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Cosa cerca chi apre il “Chi siamo” di un CAT
Chi chiama un centro assistenza fa entrare qualcuno in casa, spesso quando qualcosa si è fermato. Le domande che ha in testa sono pratiche:
- Chi mi entra in casa? Vuole vedere una persona con un nome e una faccia
- C’è qualcuno che risponde? Un ufficio, un centralino, qualcuno che richiama se il tecnico è fuori
- Lavorate dalle mie parti? I comuni dove arrivate, detti chiaramente
La storia dell’azienda conta, ma viene dopo: serve a confermare che sei una realtà solida quando il cliente ha già capito che fai al caso suo.
La struttura in cinque blocchi
1. Chi aiuti e dove, nelle prime due righe
La prima frase dice a chi ti rivolgi e in che zona lavori. Chi arriva dalla ricerca su Google capisce subito se è nel posto giusto.
2. Le persone, con nome e foto
Una foto vera di chi va dai clienti e di chi risponde al telefono, con il nome e il ruolo. Due righe per persona bastano: da quanto lavora con te, di cosa si occupa. Se in ufficio c’è chi prende le chiamate e organizza gli interventi, mettilo: è la prima voce che il cliente sente.
3. Come lavori quando un cliente ti chiama
Cosa succede dopo la telefonata, detto in modo semplice: chi risponde, come fissate l’appuntamento, come avvisate il cliente. Scrivi solo quello che fai davvero. Se prometti di richiamare in giornata, deve succedere ogni giorno.
4. La storia, in poche righe e con un fatto concreto
Qui va l’anno di fondazione, ma raccontato con un fatto: chi ha aperto l’azienda, cosa è cambiato, chi la porta avanti oggi. Un fatto vero vale più di tre aggettivi.
5. Dove sei e come contattarti
Indirizzo dell’ufficio, orari del centralino, telefono e WhatsApp cliccabili. Il cliente che ha finito di leggere deve poterti chiamare senza tornare alla home.
Da ricordare: se una frase del tuo “Chi siamo” potrebbe firmarla qualsiasi azienda, cancellala o sostituiscila con un fatto che è solo tuo.
Le frasi da togliere
Queste frasi le trovi su quasi tutti i siti di centri assistenza. Il cliente le salta perché le ha già lette ovunque:
- “Professionalità, competenza e cortesia”
- “Leader nel settore” o “punto di riferimento della zona”
- “Soluzioni a 360 gradi”
- “La nostra mission è la soddisfazione del cliente”
- “Personale altamente qualificato”, senza un nome o una foto
Al loro posto metti quello che le dimostra: il nome del tecnico, la zona coperta, come rispondete alle chiamate.
Due esempi prima e dopo
Sono esempi generici, non testi di CAT reali: prendili come schema da adattare.
L’apertura
Prima:
Rossi Impianti nasce nel 1987 dalla passione del fondatore. Da oltre trent’anni offriamo soluzioni a 360 gradi con professionalità e competenza.
Dopo:
Seguiamo caldaie e climatizzatori delle case tra Lecco e la Valsassina. In ufficio risponde Laura, che organizza gli interventi dei nostri quattro tecnici e ti richiama se sono tutti fuori.
La storia
Prima:
Grazie all’esperienza maturata negli anni siamo diventati un punto di riferimento per il territorio.
Dopo:
Mio padre ha aperto l’azienda nel 1987 con un furgone e un tecnico. Oggi la seguo io con mio fratello, e i clienti che ci chiamano sono spesso i figli dei primi.
Nel secondo esempio non c’è nessun aggettivo. Il lettore capisce da solo che siete un’azienda di famiglia, solida e con clienti fedeli.
Il controllo in dieci minuti
Rileggi il tuo “Chi siamo” con questa lista:
- Nelle prime due righe si capisce a chi ti rivolgi e dove lavori?
- C’è almeno una foto vera di persone del team, con il nome?
- Si capisce chi risponde al telefono e cosa succede dopo la chiamata?
- La storia contiene almeno un fatto concreto, non solo aggettivi?
- Telefono e WhatsApp sono cliccabili in fondo alla pagina?
Se hai risposto no a due o più domande, parti dal blocco 1 e riscrivi l’apertura: è la parte che legge anche chi non arriva in fondo.
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Domande frequenti
Quanto deve essere lungo il “Chi siamo”?
Abbastanza da rispondere alle tre domande del cliente. Per molti CAT bastano i cinque blocchi con poche righe ciascuno. Un testo lungo che ripete le stesse cose con parole diverse si legge meno di uno corto e preciso.
Posso scrivere al plurale, “noi”?
Sì. Un centro assistenza è una squadra, e il “noi” è naturale. L’importante è che dietro il “noi” si vedano persone con un nome e una foto.
E se non voglio mettere le foto dei tecnici?
Parlane con loro: alcune persone preferiscono non comparire. Una foto di gruppo davanti ai furgoni o in ufficio funziona comunque meglio di una foto stock. Evita le immagini di tecnici sconosciuti prese da una banca immagini: il cliente se ne accorge.
Devo elencare tutti i servizi?
No, i servizi hanno la loro pagina. Nel “Chi siamo” basta dire con cosa lavori in una frase e mettere un link alla pagina servizi.
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